Aspettando la prima salita

Tempi duri e caratterizzati dall’ansia per coloro che vorrebbero scalare una salita. Febbraio e Marzo sono mesi di fatiche consumate in prevalenza sulle strade pianeggianti della bassa. Il luogo ove la nebbia durante i mesi invernali è un ospite abituale, seppur sgradito, diviene terra di conquista dei ciclisti della domenica, che come orde di barbari calano sulle tranquille cittadine situate in pianura. Li puoi avvistare da molto lontano poiché i campi non sono arricchiti dalla presenza delle piante di granoturco, gli alberi sono spogli, la visuale è libera da qualsiasi ostacolo e li vedi sfilare con la testa bassa e gli occhi incrociati, a causa dello sforzo messo in atto per tenere la ruota del gruppo.
Caravaggio, Sotto il Monte, la Franciacorta, Tavernola, Villa d’Adda, mete che fanno parte della storia di ogni annata, luoghi che fino al prossimo anno probabilmente non vedremo più. Tornare su queste strade è fantastico perché il gruppo si ritrova, si ricompatta ed hanno inizio piccole e nuove schermaglie, preludio quest’ultime della stagione che sta per entrare nel vivo.
Le uscite svolte sinora hanno detto che il livello di preparazione di ognuno è aumentato, che la partecipazione è stata alta e, volendolo dire come battuta, il comportamento è stato abbastanza disciplinato. L’unica eccezione è data dal “Tafone”, il quale non si capisce bene come faccia, ma quando si mette davanti a tirare si trasforma in un caterpillar. Probabilmente neanche a legarlo risolveremmo il “problema”.
Da evidenziare inoltre la carrellata di Carrera (lo so ho scritto una cacchiata) che il Rossi ha sfornato per il gruppo. Infatti, ogni domenica c’è la presentazione di una bella specialissima nuova di zecca. Quest’anno è stata la volta di “Muletto” Felice, di “Hannibal” Umberto (o The Musk se preferite), di Mirkonssen, mentre “il Dirigente Capitano” Giovanni è in attesa della consegna.
Il pensiero corre: si stanno attrezzando per le salite?
Appunto le salite. Ma quando si comincia a scalarle?
Fino alle uscite di Aprile purtroppo o per fortuna non se ne parla proprio. Eppure Domenica scorsa, sulla strada del ritorno, il mitico Colle dei Pasta ci ha chiamato all’appello. La tentazione è stata forte e così alcuni hanno risposto alla chiamata.
La salitella, che può essere affrontata da ben 4 versanti, durante l’anno è il terreno d’allenamento per migliaia di ciclisti di ogni tipo ed età. Cicloamatori, dilettanti, professionisti (Domenica c’erano Vainstains, Cassani e Milesi della Domo), neofiti della bici, famiglie in gita, bikers alla ricerca di nuovi sentieri. E poi ci sono le gare: Giro di Lombardia, Gran Fondo Felice Gimondi per fare due nomi, oltre a tante altre corse che hanno inserito questo piccolo colle nel loro tracciato.
Il Colle dei Pasta per buona parte dei bergamaschi è la prima “salita” di sempre, la prima “salita” dell’anno, la prima “salita” che si può scalare la sera dopo il lavoro, perché il buio arriva presto e a causa delle temperature ancora fredde non è possibile fare di più.
Per le grandi salite è ancora presto, ma fortunatamente, per chi non ne può fare a meno, esiste il Colle dei Pasta!

Stefano Testa

20 Marzo 2001

 
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